La rivoluzione culturale parte dal vicinato

La rivoluzione culturale parte dal vicinato

luglio 19, 2018 2 Di Letizia

I miei vicini hanno organizzato il grigliatone condominiale. Big news, direte voi. La cosa sconvolgente è questa:  pur essendo in maggioranza persone “per bene”, tra di loro ci sono dei personaggi a dir poco discutibili.

Il fatto che le persone “normali” pasteggino con determinati soggetti, mi lascia sgomenta.

Lo trovo un segno dei tempi. Il mio non vuole essere un discorso classista, penso però che in questo momento storico, le persone dotate di cervello funzionante debbano prendere le distanze dagli “scemi del villaggio” e non includerli a tutti i costi perché “poverini”. Ma poverini di cosa?

Sono soggetti in teoria abili al lavoro che però vivono ai margini della società,  in sostanza dei parassiti. Le persone vanno distinte per educazione e dedizione al lavoro. Puoi anche essere analfabeta, ma se stai nel tuo, ti comporti decentemente e lavori contribuendo alla società per quelle che sono le tue risorse,  sei la migliore delle persone.

Stai nel tuo. Ecco, una volta chi era ignorante si vergognava di esserlo. Ora no, a suon di post sgrammaticati sbraitano le loro “idee” ai quattro venti, ottenendo il consenso dei loro simili e innescando una catena disastrosa.

Secondo me i maleducati e gli ignoranti vanno emarginati. Punto. Devono tornare a vergognarsi e a tacere.

Non dobbiamo sederci a cena in loro compagnia, perché hanno un modo di fare da gradassi con uscite infelici che “fanno ridere”. Non fanno ridere. Fanno  schifo.

Le battute di questi soggetti sono quasi sempre volgari, razziste e sessiste.  E se pensano di essere divertenti, si fanno ancora più coraggio, e non avranno problemi a scrivere sotto la foto di un bambino annegato : “forza Salvini ripulisci sta merda”.

Le persone con risorse mentali, hanno il preciso dovere di fermare quest’infelice spirale che ha portato l’ignoranza al potere.

La rivoluzione culturale deve partire da noi, dai vicini di casa, dall’avere il coraggio di dire NO: io con determinate persone a tavola non mi siedo.