Memorie dal sottosuolo

Memorie dal sottosuolo

agosto 21, 2018 0 Di Letizia

Leggendo “Caffè amaro” di Simonetta Agnello Hornby, sono rimasta particolarmente colpita dalla vicenda dei minatori bambini, sfruttati nelle miniere di zolfo in Sicilia.

Tema del quale sapevo molto poco, a parte qualche vaga reminescenza scolastica di Verga, con “Rosso Malpelo”.

Come sempre quando m’imbatto in un argomento di cui  sono ignorante, sono andata a leggere diversi testi e articoli. Trovando storie allucinanti, una vera e propria vergogna d’Italia (una delle tante), cessata sono nel 1970!!!

Recentemente, in occasione della commemorazione della tragedia di Marcinelle, il nostro ministro del lavoro ha dichiarato : “Marcinelle insegna che non bisognerebbe immigrare”. Tralasciando l’intrinseca idiozia di una simile affermazione, leggendo testi sullo sfruttamento dei minatori, ho  scoperto che il governo italiano, il 23/06/1946, ha sancito un accordo con il governo belga, che prevedeva l’invio di cinquecentomila lavoratori, in cambio di una fornitura di carbone. Accordi che sono stati rivisti soltanto dopo la tragedia di Marcinelle

Ora, io non sapevo nulla in merito, ma scrivo romanzi chick-lit, non faccio il ministro del lavoro! Non pontifico in televisione predicando soluzioni per la nazione.

A parte che il personaggio in questione, mi pare poco preparato in generale. Il dramma è che ci stiamo dimenticando la storia. Abbiamo al governo degli ignoranti che rispecchiano il nulla cosmico che serpeggia nelle menti della maggioranza dei nostri connazionali. Che ignorano, non solo la storia, ma anche i problemi del presente. E di fronte ad un ministro che dice una simile castroneria, applaudono, perché non pensano ai minatori morti in modo orribile, ma agli immigrati, che ormai sono l’origine di tutti i mali.

È come nel Signore degli anelli, quando, per creare un diversivo, Aragorn attira l’occhio di Sauron su di sé, e Sauron casca nel tranello. Non vedendo che a due passi da lui Frodo stava per distruggere l’anello e lui di conseguenza.

L’attenzione degli italiani è spostata su uno spauracchio e sono diventati ciechi a qualunque altra cosa.

Hanno perso la sensibilità, la coscienza, il coraggio. Sono mediaticamente pilotati a concentrasi solamente sul nemico del momento.

Ed è un peccato, per la nazione, per noi stessi e per una civiltà che  non progredisce ma regredisce al medioevo.

 

Perdere il passato significa perdere il futuro”