Il mito platonico della biga e dell’auriga: destino, scienza e coscienza.

Il mito platonico della biga e dell’auriga: destino, scienza e coscienza.

febbraio 28, 2018 3 Di Letizia

 

 

 

 

« Si raffiguri l’anima come la potenza d’insieme di una pariglia alata e di un auriga. Ora tutti i corsieri degli dèi e i loro aurighi sono buoni e di buona razza, ma quelli degli altri esseri sono un po’ sí e un po’ no. Innanzitutto, per noi uomini, l’auriga conduce la pariglia; poi dei due corsieri uno è nobile e buono, e di buona razza, mentre l’altro è tutto il contrario ed è di razza opposta. Di qui consegue che, nel nostro caso, il compito di tal guida è davvero difficile e penoso. »

Platone “Fedro”.

Secondo il mito, nell’esistenza prenatale le anime degli uomini attendevano in cielo, assieme alle anime degli dei, la possibilità di raggiungere un livello superiore chiamato “Iperuranio”, tramite una biga trainata da due cavalli e guidata da un auriga.

Il cavallo bianco Eros, è buono ed obbediente mentre quello nero, Thumos è recalcitrante. Il compito  dell’auriga è riuscire a dominarli grazie alla sua abilità e alla collaborazione del bianco.

Il cavallo nero che si ribella all’auriga (la ragione), rappresenta le passioni più infime e basse, legate al corpo. Il bianco rappresenta le passioni spirituali più elevate. Gli dei hanno bighe con solo cavalli bianchi, quindi raggiungono facilmente l’iperuranio. Gli uomini hanno bighe con entrambi i cavalli e spesso il cavallo nero ha il sopravvento, quindi la biga si spezza e precipita verso il basso provocando l’incarnazione dell’anima.

Chi precipita subito rinasce come persona ignorante, chi è riuscito a contemplare a lungo l’iperuranio sarà un saggio o un filosofo.

Thumos (anche ‘thymos’, in greco: θυμός) il cavallo nero rappresenta “L’anima emozionale”. Ovvero l’irrazionalità, la passione e a volte la follia.

Questa parte irrazionale dell’animo umano che ci porta a tendere verso il basso è stata nei secoli oggetto di studi. Principalmente filosofici. In seguito Freud e Jung hanno ripreso queste teorie e la psicanalisi è diventata una scienza.

Oggi si sta cercando di capire il fenomeno dell’ anima emozionale attraverso una nuova disciplina: la neuroscienza.

Le neuroscienze sono gli studi scientificamente condotti sul sistema nervoso in abito multidisciplinare scientifico-filosofico. Al fine di comprendere non solo i normali meccanismi del sistema nervoso, ma anche gli aspetti psichiatrici e neurologici, con l’intento di trovare nuove strade per prevenire e curare i disturbi della mente.

“Il compito delle neuroscienze è di spiegare il comportamento in termini di attività del cervello. Come può il cervello dirigere i suoi milioni di singole cellule nervose per produrre un comportamento, e come possono essere queste cellule influenzate dall’ambiente? L’ultima frontiera della scienza della mente, la sua ultima sfida, è capire le basi biologiche della coscienza, ed i processi mentali attraverso cui noi percepiamo, agiamo, impariamo e ricordiamo.”

Eric Kandel .”Principi di Neuroscienze”

Il fascino della neuroscienza è che sembra dare spiegazioni a fenomeni psichici fino ad oggi inspiegabili, considerati campo esclusivo della filosofia e a volte del mito.