The Mister: la recensione

The Mister: la recensione

aprile 26, 2019 0 Di Letizia

Per prima cosa l’editore ha fatto bene a lasciare il titolo originale. La traduzione : “Il Signore” sarebbe stata piuttosto equivoca e con richiami religiosi che, vista la tipologia di libro, sarebbero stati quantomeno imbarazzanti.

L’autrice con questo romanzo secondo me ha voluto dimostrare di “saper scrivere”, toccando un tema importante. Quello della tratta delle prostitute.

Peccato che sia andata, a mio parere, fuori tempo.

Mi spiego. Il protagonista maschile, Maxim  Trevelyan (ebbene si il cognome è identico a quello della madre di Christian Grey, e tra l’alto lui suona pure il pianoforte! Ancora viene fuori che sono parenti…), ovviamente bellissimo, ben dotato, affascinate e ricchissimo. Alla morte del fratello diventa Conte ed eredita tutto il patrimonio di famiglia.

Ora, se pensate che Anastasia Steel abbia avuto una gran fortuna. La protagonista di questo romanzo è talmente fortunata che la cosa scivola sull’inverosimile. Si perché Alessia Demachi, è la sostituta della colf di Maxim, e lui si innamora di lei praticamente la prima volta che la vede. In grembiule da pulizie e con un foulard in testa.

Credo che nemmeno Gigi Hadid conciata così farebbe innamorare qualcuno, ma soprassediamo.

Alessia è scampata alla famosa “tratta delle bianche” , rapita nel suo paese d’origine, l’Albania, e portata in Inghilterra su un camion. Per tutto il romanzo quindi Maxim cercherà di difenderla dai malavitosi da cui è fuggita.

Ed è qui che secondo me andiamo fuori tempo, perché il boom della racket della prostituzione in Albania ci fu circa vent’anni fa, e anche i riferimenti alla guerra in Kosovo (finita nel 1999) portano un po’ di confusione. Certo il racket è un fenomeno, purtroppo ,ancora attuale anche ai giorni nostri. Ma il modo in cui ha dipinto l’Albania, paese in cui sono stata e che conosco molto bene, evoca decisamente quello che era la nazione quando cadde il regime comunista ( tra il 1990 e il 1992).

Per il resto la storia d’amore è fiacca, l’inizio è lento, anche se  il romanzo è scritto bene, nulla da dire. Le scene di sesso risultano ripetitive e scontate. E i richiami a “Cinquanta sfumature di grigio” sono troppi .

Poteva decisamente fare di meglio, visto anche lo stuolo di persone che ha contribuito alla realizzazione dell’opera e che lei cita nei ringraziamenti finali.

Ovviamente il libro si presta ad un sequel ed è perfetto per una futura trasposizione cinematografica. Ovviamente.

Lo valuto tre stelline perché comunque è ben scritto e può piacere. A me non ha convinto.

 

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