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“Anime smarrite destini segnati”: la recensione

Ci sono storie che durano il tempo di un libro, brevi e concise come la sensazione di un attimo, e poi ce ne sono altre che per essere raccontate devono fare un lungo percorso e crescere insieme al loro creatore.

È il caso della “Serie delle anime” di Elisa Crescenzi, che con la pubblicazione di “Anime smarrite destini segnati”, chiude il cerchio e ci regala un gran finale, uno di quelli con i fuochi d’artificio.

Nina è la protagonista che non ti aspetti. Quella che fino a ieri era la bad girl di turno e suscitava antipatia, in questo libro trova giustizia, non si trasforma in un’altra persona o si redime, ma semplicemente riesce a essere capita. La sua anima smarrita s’incrocia con quella di Davide, un ragazzo in apparenza svagato e superficiale, che però dimostra una tenacia e una pazienza fuori dal comune inseguendo Nina per tutto il libro, e cercando di districare il groviglio di pensieri di una mente decisamente complessa.

Non aspettatevi la classica storia d’amore perché qui si parla di anime per davvero. Con un’introspezione profonda e un ritmo incalzante Elisa prende per mano il lettore, lo trascina in discesa e poi lo fa risalire, lasciandolo senza fiato.

Nina e Davide ci insegneranno che è sbagliato credere di non poter riparare agli errori commessi, specie se in giovane età, e che non bisogna arrendersi o conformarsi all’idea che le altre persone si fanno di noi. Perché tutti meritano di essere amati.

Vi consiglio di leggere tutta la serie, a ritroso, in ordine cronologico o a caso, ogni volume ha un pezzo di anima e una storia che non fa solo sognare ….

🐍🐍🐍🐍🐍/5🐍

 

 

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