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Lea Landucci, “Mai una gioia”, amori e altri inciampi: la recensione .

Seguo Lea su Instagram fin dagli albori del suo profilo “Chicklit Italia”, nato con l’intento di valorizzare questo genere letterario (il chicklit), troppo spesso tacciato di essere frivolo e superficiale.

Il suo primo romanzo, quindi, portava con sé un certo carico di responsabilità. In molti hanno guardato a questo esordio aspettandosi una sorta di “saggio” del chicklit.

Io stessa avevo grandi aspettative, e pensavo che il libro avrebbe avuto un determinato svolgimento, tempi corti, battute pungenti e grandi disgrazie sentimentali.

Non è andata esattamente così. Cristina, la protagonista del romanzo, non appare come una sfigata epica alla Bridget Jones. È invece una ragazza coerente, brava nel suo lavoro (un lavoro piuttosto interessante tra l’altro) e non lascia che le disgrazie sentimentali interferiscano con la sua carriera.

Cristina mette se stessa al primo posto, non aspetta che arrivi il principe azzurro a risolverle la vita. Lei non è perfetta, ha mille difetti ma sa di valere.

Per buona parte del libro ho temuto si perdesse dietro al bello e impossibile (e anche un po’ stronzo) della situazione, ma il finale riserverà delle belle sorprese.

Mi aspettavo un chicklit super funny, invece ho trovato tanta introspezione, un personaggio femminile in cui moltissime ragazze si riconosceranno e un’ambientazione vera e coerente.

Un esordio con il botto. Lea ha dimostrato anche nella scrittura il suo talento creativo.

Aspetto con ansia il prossimo!

Consigliato 5 serpi su 5

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